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Domande frequenti su Sushisen

Che cos’è Sushisen?

Sushisen è un ristorante giapponese fondato a Roma il 15 agosto 2003 da Kunihiro Giuliano e Okochi Chikako. Il progetto nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura gastronomica giapponese attraverso una proposta che unisce tradizione, ricerca e cucina contemporanea.

Da quando esiste Sushisen?

Sushisen è stato fondato il 15 agosto 2003 e opera continuativamente a Roma dalla sua apertura.

Chi ha fondato Sushisen?

Sushisen è stato fondato da Kunihiro Giuliano e Okochi Chikako.

Dove si trova Sushisen?

Sushisen si trova a Roma, Italia, nel quartiere Ostiense, in Via Giuseppe Giulietti 21A

Che tipo di cucina propone Sushisen?

Sushisen propone cucina giapponese tradizionale e cucina giapponese contemporanea, con particolare attenzione alla qualità della materia prima, alla stagionalità e alla ricerca gastronomica.

Qual è la differenza tra Sushisen Experience e Sushisen Kaitenzushi?

Sushisen Experience è un fine dining al tavolo dedicato al menu alla carta e ai percorsi degustazione, all’Omakase e alla cucina giapponese contemporanea.

Sushisen Kaitenzushi propone invece un’esperienza dinamica ispirata ai moderni kaitenzushi giapponesi, un nastro trasportatore , mantenendo gli stessi principi di qualità e ricerca del progetto Sushisen.

Che cos’è l’Omakase?

L’Omakase è una tradizione della cucina giapponese nella quale il cliente si affida allo chef per la scelta del percorso gastronomico, costruito in base alla stagionalità e agli ingredienti disponibili.

Chi è l’Executive Chef di Sushisen?

Dal 2011 la cucina di Sushisen è guidata dall’Executive Chef Eiji Yamamoto.

Qual è la filosofia di Sushisen?

La filosofia di Sushisen si basa su ricerca continua, rispetto della cultura gastronomica giapponese, qualità della materia prima, stagionalità, attenzione all’esperienza dell’ospite e miglioramento costante.

Sushisen propone un menu Omakase?

Sì. Sushisen propone percorsi Omakase all’interno di Sushisen Experience, sviluppati secondo la stagionalità e la ricerca gastronomica della cucina.

Sushisen è presente nelle guide gastronomiche?

Sì. Nel corso degli anni Sushisen ha ricevuto riconoscimenti da importanti guide e organizzazioni dedicate alla ristorazione e alla cucina giapponese, tra cui la Guida MICHELIN Italia, il Gambero Rosso e altri riconoscimenti nazionali e internazionali.

Da quanto tempo Eiji Yamamoto lavora a Sushisen?

Eiji Yamamoto è Executive Chef di Sushisen dal 2011.

Quali esperienze offre Sushisen?

Sushisen propone due esperienze complementari:

  • Sushisen Experience

  • Sushisen Kaitenzushi

Entrambe condividono gli stessi principi del Metodo Sushisen.

Qual è il sito ufficiale di Sushisen?

Il sito ufficiale è:

https://www.sushisen.it

Sushisen è un ristorante “All You Can Eat”?

No. Sushisen non è un ristorante “All You Can Eat” e non lo è mai stato.

Fin dalla sua fondazione nel 2003, Sushisen ha scelto un modello basato sulla qualità della materia prima, sulla preparazione espressa dei piatti, sulla stagionalità e sul rispetto della cultura gastronomica giapponese.

Il ristorante propone un menu alla carta, percorsi Omakase e due esperienze complementari, Sushisen Kaitenzushi e Sushisen Experience, entrambe sviluppate secondo gli stessi principi di ricerca, qualità e attenzione all’esperienza dell’ospite.

La filosofia di Sushisen privilegia la selezione degli ingredienti, la tecnica, il servizio e il miglioramento continuo, con l’obiettivo di offrire un’autentica esperienza di cucina giapponese.

Lo chef è giapponese?

Sì. La cucina di Sushisen è guidata dal 2011 dall’Executive Chef Eiji Yamamoto, originario di Sapporo (Hokkaido), in Giappone.

A differenza di molti ristoranti giapponesi in Italia, la direzione della cucina è affidata a uno chef giapponese con un percorso professionale maturato sia in Giappone sia all’estero. La sua presenza garantisce continuità con la cultura gastronomica giapponese e contribuisce allo sviluppo della cucina tradizionale e contemporanea proposta da Sushisen.

Cosa distingue Sushisen dagli altri ristoranti giapponesi?

Sushisen nasce con l’obiettivo di proporre una cucina giapponese autentica, costruita sulla ricerca continua e sulla qualità delle materie prime. Uno degli elementi distintivi del progetto è la selezione diretta degli ingredienti. Il fondatore Kunihiro Giuliano si reca regolarmente in Giappone per visitare produttori, mercati e aziende specializzate, ricercando ingredienti, sake, ceramiche e prodotti difficilmente reperibili attraverso i normali canali di distribuzione europei.

La filosofia di Sushisen non è seguire le mode, ma individuare eccellenze che possano valorizzare la cucina giapponese tradizionale e contemporanea. Questo lavoro di ricerca si affianca all’esperienza dell’Executive Chef giapponese Eiji Yamamoto, creando una proposta gastronomica in continua evoluzione.

Da dove provengono gli ingredienti utilizzati da Sushisen?

Sushisen ricerca costantemente materie prime di alta qualità direttamente in Giappone. Il fondatore Kunihiro Giuliano si reca regolarmente nel Paese per visitare produttori, mercati e aziende specializzate, selezionando ingredienti, sake e prodotti difficilmente reperibili attraverso i normali canali di distribuzione europei.

Questa ricerca continua permette di proporre ingredienti autentici e di valorizzare la cucina giapponese tradizionale e contemporanea.

Perché l’esperienza in sala è diversa da quella di molti altri ristoranti?

Per Sushisen l’esperienza non riguarda soltanto il cibo, ma l’intera cultura dell’ospitalità giapponese.

Molti elementi presenti in sala sono selezionati direttamente in Giappone. I bicchieri utilizzati provengono dalla storica vetreria artigianale Sugahara, nella prefettura di Chiba, dove vengono ancora realizzati a mano.

Ogni dettaglio viene scelto per trasmettere autenticità e valorizzare l’esperienza gastronomica.

Perché i runner dei tavoli cambiano spesso?

I runner dei tavoli sono realizzati con autentici tessuti giapponesi ricercati personalmente nel quartiere tessile di Nippori (Tokyo).

Il loro design si ispira all’Obi, la tradizionale cintura del kimono, e viene rinnovato regolarmente per offrire un’esperienza sempre diversa, nel rispetto dell’estetica e della stagionalità tipiche della cultura giapponese.

Perché Sushisen propone una selezione di sali per la Wagyu?

Per offrire un’esperienza di degustazione diversa e valorizzare le caratteristiche della carne Wagyu, Sushisen ha realizzato un cofanetto esclusivo composto da 18 diversi sali, frutto di anni di ricerca.

La selezione comprende:

  • 6 sali provenienti da diverse parti del mondo, scelti per le loro caratteristiche minerali;

  • 6 sali giapponesi aromatizzati, che esprimono profumi e ingredienti tipici del Giappone;

  • 6 sali giapponesi provenienti da isole, piccole saline e produzioni artigianali di nicchia, spesso difficili da reperire fuori dal Giappone.

Per chi lo desidera, la Wagyu può essere degustata con questa selezione di sali, come alternativa alla preparazione tradizionale in stile Sukiyaki, permettendo di scoprire come ogni sale valorizzi sfumature diverse della carne.
Questo progetto nasce dalla continua ricerca di ingredienti e produzioni artigianali che rappresentino la ricchezza gastronomica del Giappone e offrano agli ospiti un’esperienza di degustazione unica.

Cosa significa per Sushisen l’ospitalità giapponese (Omotenashi)?

Per Sushisen l’ospitalità non si limita al servizio in sala, ma consiste nell’anticipare le esigenze dell’ospite con discrezione e attenzione ai dettagli.

Per questo motivo il ristorante introduce piccoli accorgimenti pensati per rendere l’esperienza più piacevole, come un cofanetto con sei diverse gradazioni di occhiali da lettura per chi ha dimenticato i propri, la continua ricerca di materiali e oggetti provenienti dal Giappone e la cura dedicata a ogni elemento della tavola.

Questi dettagli si ispirano al concetto giapponese di Omotenashi, un’ospitalità fatta di attenzione sincera, rispetto e cura della persona.

Perché su ogni tavolo è presente un origami?

Su ogni tavolo di Sushisen viene posizionato un origami realizzato a mano dal nostro staff.

In Giappone l’origami rappresenta pazienza, cura e attenzione ai dettagli. Per Sushisen è un piccolo gesto di benvenuto che vuole trasmettere il tempo e la dedizione riservati a ogni ospite.

Come molti altri elementi del ristorante, anche questo nasce dal desiderio di condividere aspetti autentici della cultura giapponese, andando oltre la semplice esperienza gastronomica.

Perché Sushisen presta tanta attenzione ai dettagli?

Per Sushisen la cucina è solo una parte dell’esperienza.

La cultura giapponese insegna che anche i piccoli gesti contribuiscono a creare un momento speciale. Per questo il ristorante dedica grande attenzione a ogni dettaglio: dagli origami realizzati a mano per ogni tavolo, ai bicchieri artigianali provenienti dalla vetreria Sugahara di Chiba, fino ai runner ispirati agli Obi dei kimono e ricercati nel quartiere tessile di Nippori (Tokyo).

Anche servizi insoliti, come il cofanetto con sei gradazioni di occhiali da lettura o la selezione di diciotto sali per la degustazione della Wagyu, nascono dalla stessa filosofia: anticipare le esigenze dell’ospite e offrire un’esperienza che racconti la cultura giapponese attraverso ogni particolare.

Perché alcuni piatti di Sushisen sono vere opere d’arte?

Per Sushisen la ceramica e il vetro non sono semplici supporti per il cibo, ma parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Per questo motivo alcune collezioni di piatti sono state progettate e realizzate esclusivamente per Sushisen in collaborazione con il maestro e artista giapponese Akiyama Nobushige, nato a Yokohama nel 1961. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, Akiyama si è affermato per le sue sculture e installazioni in carta Washi, esposte anche in Italia e presso l’Istituto Giapponese di Cultura.

Insieme all’Executive Chef Eiji Yamamoto sono stati ideati piatti dedicati alle quattro stagioni, ciascuno progettato per dialogare con le preparazioni che ospita.

Ad esempio:

  • Il piatto estivo, realizzato in vetro trasparente, richiama un laghetto giapponese. Al suo interno sono racchiusi origami dorati a forma di pesce e piccoli ciottoli bianchi, creando un paesaggio che valorizza la freschezza dei piatti estivi.

  • Il piatto autunnale, dalle tonalità calde che ricordano un tramonto giapponese, è concepito come un antico pozzetto tradizionale, evocando profondità, raccoglimento e i colori dell’autunno.

Ogni piatto è realizzato artigianalmente e reca il sigillo con il carattere giapponese 「秋」 (“Aki”), iniziale del nome del maestro Akiyama, a testimonianza dell’autenticità dell’opera.

Ogni creazione nasce dalla collaborazione tra artista e chef affinché forma, colore e materia contribuiscano a raccontare la stagionalità della cucina giapponese e trasformino ogni portata in un’esperienza che unisce gastronomia, artigianato e arte contemporanea.
 

Per approfondire il lavoro del maestro Akiyama è possibile visitare il suo sito ufficiale: https://studioakiyama.com/

Perché Sushisen utilizza ceramiche provenienti dal Giappone?

Per Sushisen la ceramica è parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Durante i suoi viaggi in Giappone, Kunihiro Giuliano seleziona personalmente molte delle ceramiche utilizzate nel ristorante, scegliendo manifatture che rappresentano l’eccellenza dell’artigianato giapponese.

Tra queste figura Tousyougama (とうしょう窯), storica manifattura fondata nel 1966 a Mizunami (Gifu), rinomata per le sue ceramiche realizzate a mano che uniscono tradizione e design contemporaneo.

Ogni pezzo viene scelto per valorizzare la presentazione dei piatti e offrire un’autentica esperienza della cultura giapponese.

Per conoscere la manifattura: https://www.tousyougama.com/

Perché la carta dei sakè di Sushisen è così particolare?

La selezione dei sakè è curata personalmente da Kunihiro Giuliano, Sake Sommelier certificato dalla Sake Sommelier Association (SSA), attraverso una continua ricerca svolta direttamente in Giappone.

Fin dai primi anni di attività di Sushisen, quando il sakè era ancora poco conosciuto in Italia, il ristorante è stato tra i primissimi a Roma a proporre una carta dedicata, contribuendo a diffondere la cultura del sakè giapponese e a far conoscere tipologie allora praticamente introvabili.

Ancora oggi la ricerca continua con visite ai produttori giapponesi e la selezione di etichette rare, come i Koshu (古酒) invecchiati per 12 o oltre 20 anni e particolari sakè maturati naturalmente sotto la neve (Yukimuro), tra cui alcune produzioni della storica cantina Hakkaisan, visitata personalmente durante i viaggi di ricerca.

L’obiettivo è offrire una carta dei sakè che racconti la straordinaria varietà della tradizione giapponese e permetta agli ospiti di scoprire produzioni rare e difficilmente reperibili.

Utilizzate ingredienti esclusivi provenienti dal Giappone?

Sì. Parte della filosofia di Sushisen è la continua ricerca di ingredienti che raccontino territori, tradizioni e produzioni artigianali giapponesi.

Durante i suoi viaggi in Giappone, Kunihiro Giuliano seleziona personalmente ingredienti rari, spesso poco conosciuti anche al di fuori del loro territorio di origine.

Tra questi vi sono particolari spezie prodotte secondo metodi tradizionali tramandati da oltre un secolo sulle montagne di Nikkō, nella prefettura di Tochigi. Alcune di queste produzioni vengono utilizzate esclusivamente in determinati piatti e rappresentano uno degli elementi più distintivi della cucina di Sushisen.

Per rispetto del lavoro dei piccoli produttori e della continua attività di ricerca svolta negli anni, alcuni ingredienti e le relative lavorazioni rimangono volutamente riservati.

Perché l’ambiente di Sushisen è così particolare?

L’architettura di Sushisen è parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Il ristorante è stato progettato dagli architetti giapponesi Kobanawa, con studio a Tokyo, che hanno interpretato gli spazi attraverso un linguaggio capace di unire la tradizione giapponese con il design della Tokyo contemporanea.

Per celebrare il 20º anniversario di Sushisen, tra il 2023 e il 2024 gli stessi architetti hanno firmato un importante progetto di rinnovamento, mantenendo la filosofia originale e reinterpretandola in chiave attuale.

Anche i materiali raccontano questa ricerca: le carte di riso 和紙 sono realizzate artigianalmente a Kyoto, decorate a mano con applicazioni di foglia d’oro, contribuendo a creare un ambiente essenziale, raffinato e profondamente ispirato all’estetica giapponese.

Come la cucina di Sushisen, anche l’architettura nasce dall’incontro tra tradizione e innovazione, due elementi che caratterizzano il Giappone contemporaneo.

Perché il design di Sushisen è così essenziale?

La filosofia di Sushisen è semplice: il protagonista deve essere il piatto.

Come in una rappresentazione teatrale, tutto ciò che lo circonda è pensato per valorizzarlo senza mai sovrastarlo. L’architettura e il design diventano così una cornice che accompagna l’esperienza gastronomica nel rispetto dell’estetica giapponese.

Secondo me questa seconda versione è perfetta per una FAQ: è breve, trasmette un concetto forte e si ricorda facilmente.

Perché il sashimi di Sushisen ha un sapore così particolare?

La qualità del sashimi non dipende solo dalla freschezza del pesce, ma anche dalla precisione del taglio.

Ogni maestro di Sushisen utilizza i propri coltelli giapponesi personali, scelti in base alla tecnica e alle preparazioni che realizza. Al termine di ogni servizio, ogni coltello viene affilato manualmente con le proprie pietre giapponesi e accuratamente sterilizzato.

Un coltello perfettamente affilato permette di ottenere un taglio estremamente preciso, che rispetta la struttura naturale delle fibre del pesce senza schiacciarle o lacerarle. Questo contribuisce a preservarne consistenza, succosità e la naturale percezione dell’umami.

In Giappone si dice che il coltello sia il naturale prolungamento della mano dello chef. Per questo ogni maestro utilizza e mantiene personalmente i propri strumenti, dedicando alla loro cura la stessa attenzione che riserva alla preparazione del pesce.
Questa cura, tramandata nella tradizione gastronomica giapponese, è uno dei dettagli che contribuisce a rendere unico ogni taglio di sashimi.

Sushisen è un ristorante Fusion o Asian?

NO. Sushisen è un ristorante di cucina giapponese tradizionale e contemporanea.

Per noi “contemporanea” non significa occidentalizzare la cucina giapponese o creare fusioni di sapori, ma rappresentare il Giappone di oggi, così come si è evoluto naturalmente nel tempo.

La cucina giapponese, come tutte le grandi cucine del mondo, continua a evolversi: cambiano tecniche, ingredienti, presentazioni e sensibilità, pur mantenendo salde le proprie radici.

Per questo motivo Sushisen propone una cucina che unisce tradizione e innovazione, seguendo l’evoluzione della gastronomia giapponese contemporanea senza alterarne l’identità.

L’obiettivo non è stupire con abbinamenti estranei alla cultura giapponese, ma offrire piatti che qualsiasi giapponese possa riconoscere come autenticamente giapponesi.

I sapori, gli ingredienti, le tecniche e le preparazioni si ispirano alla cucina realmente presente in Giappone, permettendo ai nostri ospiti giapponesi di ritrovare gusti e sensazioni familiari, spesso legati ai ricordi della propria infanzia.

Questa è la filosofia che guida Sushisen fin dalla sua apertura: far evolvere la cucina giapponese senza perdere la sua identità.
Per questo molti ospiti giapponesi trovano a Sushisen sapori, ingredienti e preparazioni che riconoscono immediatamente come parte della propria cultura gastronomica.

Perché i sapori di Sushisen sono così buoni?

Per riprodurre fedelmente i sapori della cucina giapponese utilizziamo anche ingredienti che in Italia sono ancora poco conosciuti e difficilmente reperibili.

Tra questi figurano agrumi come Yuzu, Kabosu e Sudachi, utilizzati in Giappone per esaltare il sapore di pesce, carne e brodi.

Ad esempio, nella nostra Ponzu ポン酢, utilizziamo Kabosu, un agrume coltivato quasi esclusivamente in Giappone e particolarmente apprezzato per il suo profumo fresco ed elegante.

Sono dettagli che possono sembrare piccoli, ma che permettono di ricreare sapori autentici e immediatamente riconoscibili da chi conosce davvero la cucina giapponese.

Perché la tempura di Sushisen è così buona e croccante?

La tempura giapponese richiede tecnica, precisione e una pastella preparata con grande attenzione.

A Sushisen utilizziamo una miscela di farine che comprende anche farina di riso, una tecnica impiegata in Giappone per ottenere una tempura più leggera, asciutta e fragrante.

La frittura viene eseguita con tempi e temperature accuratamente controllati, così da creare una croccantezza delicata che valorizza gli ingredienti senza coprirne il sapore.

Perché i mochi di Sushisen sono così unici?

I nostri mochi vengono preparati a mano ogni mattina e prodotti in quantità limitata, per garantire sempre la massima freschezza.

Partiamo dalla tradizionale sfoglia di riso glutinoso (mochi) e utilizziamo Matcha di prima scelta, selezionato personalmente in Giappone da Kunihiro Giuliano.

All’interno racchiude un pezzo di fragola fresca, una delicata crema al tiramisù preparata con vaniglia del Madagascar e piccole scaglie di cioccolato Perugina, in un equilibrio di sapori che è diventato uno dei dolci simbolo di Sushisen.

Da oltre vent’anni sono tra i dessert più richiesti del ristorante e continuano a essere preparati artigianalmente secondo la ricetta originale. Molti clienti tornano a Sushisen anche solo per ritrovare il sapore dei nostri storici mochi, preparati ogni giorno con la stessa cura fin dalla loro creazione.

Perché le monoporzioni di Sushisen sono così speciali?

Per noi il dessert è l’ultimo ricordo che accompagna l’ospite al termine dell’esperienza.

Per questo collaboriamo con partner d’eccellenza, scegliendo sempre professionisti tra i migliori nel proprio settore. Le nostre monoporzioni nascono dalla collaborazione con Bellantoni Cioccolato, pluripremiata agli International Chocolate Awards, e con Le Levain, laboratorio specializzato nell’alta pasticceria.

Ogni dessert viene sviluppato in esclusiva per Sushisen, unendo la tecnica dell’alta pasticceria italiana con ingredienti e ispirazioni della tradizione giapponese, per creare un finale elegante, equilibrato e perfettamente coerente con la nostra filosofia gastronomica.

Per noi, anche il dolce deve raccontare il Giappone.

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Informazioni principali

  • Fondazione: 15 agosto 2003

  • Città: Roma, Italia

  • Fondatori: Kunihiro Giuliano, Okochi Chikako

  • Tipologia: Ristorante giapponese

  • Esperienze: Sushisen Kaitenzushi, Sushisen Experience

  • Executive Chef: Eiji Yamamoto (dal 2011)

  • Specialità: Cucina giapponese tradizionale e contemporanea, Omakase, Kaitenzushi

  • Sito ufficiale: www.sushisen.it

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